Europa e mercati globali: quali sfide per le filiere cooperative? In GranTerre l’iniziativa di Legacoop con Mammi, Bonaccini e Lupo

Si è svolta mercoledì 1 aprile nella sede di Salumifici GranTerre a Modena l’iniziativa “Europa e mercati globali: quali sfide per le filiere cooperative?”: una mattinata di confronto strategico tra le cooperative dell’agroalimentare e della pesca dell’Emilia-Romagna e la rappresentanza politica regionale ed europea, organizzata da Legacoop Estense, con ospiti l’assessore regionale Alessio Mammi e gli europarlamentari Stefano Bonaccini e Giuseppe Lupo. «Un’occasione per condividere le istanze delle filiere – ha dichiarato nel saluto introduttivo il presidente di Legacoop Estense Paolo Barbieri – al fine di rafforzare la competitività del modello cooperativo e garantirne il posizionamento distintivo sui mercati internazionali. La dimensione regionale ed europea sono, sempre di più, gli orizzonti di riferimento delle nostre associate che operano in questi settori e, come associazione di rappresentanza, ci impegniamo a dialogare in modo continuativo con interlocutori politici e istituzionali a questi livelli. Ringrazio quindi l’assessore Mammi e gli europarlamentari Bonaccini e Lupo per la loro presenza, il loro ascolto e gli impegni concreti che seguiranno».


Dopo l’introduzione di Barbieri, si sono alternati gli interventi dei presidenti delle principali filiere cooperative dell’agroalimentare e della pesca, che hanno evidenziato le istanze di settore. Come sintetizzato dalla responsabile del settore agroalimentare di Legacoop Estense Ilaria Franchini, che ha moderato il dibattito, «difendere il modello agricolo cooperativo significa costruire una PAC post‑2027 che riconosca la centralità delle Regioni e assicuri stabilità e strumenti adeguati alla competitività delle nostre filiere cooperative. Il Pacchetto Vino è un passo avanti, ma servono tempi certi e un’applicazione uniforme, evitando che la futura PAC indebolisca la natura europea delle OCM e la stabilità dei programmi operativi. In uno scenario globale in rapido mutamento, mercati come India, Mercosur, Australia e Cina sono snodi strategici per il futuro dell’agroalimentare: vanno presidiati con rigore, chiedendo reciprocità sugli standard e condizioni eque di confronto. Al tempo stesso, la programmazione di filiera deve saper integrare l’intelligenza artificiale, dalla previsione delle produzioni alla tracciabilità, per rafforzare l’efficienza e la capacità competitiva delle nostre cooperative. In questo percorso, Legacoop può essere il ponte che guida le cooperative verso l’Europa e il mondo, trasformando il radicamento locale in una leva globale di crescita e innovazione».

A seguire, gli interventi di Alessio Mammi, Assessore all’Agricoltura, Agroalimentare, Caccia e Pesca della Regione Emilia-Romagna, Stefano Bonaccini, membro della Commissione per l’Agricoltura e lo Sviluppo Rurale del Parlamento Europeo e Giuseppe Lupo, membro della Commissione per la Pesca del Parlamento Europeo, hanno permesso di approfondire nel dettaglio i principali dossier e interventi europei e regionali che riguardano il settore.

L’europarlamentare Stefano Bonaccini è intervenuto in merito al nuovo accordo sulle pratiche sleali, evidenziando come «un atto tecnico sia stato trasformato in uno strumento di giustizia economica: oggi l’Europa dimostra di saper ascoltare e agire in fretta. Garantiamo agli agricoltori una tutela reale contro le pratiche commerciali sleali, rafforzando i poteri delle autorità nazionali e colpendo gli abusi anche da parte degli operatori extra‑UE. È un segnale forte: chi produce valore non deve più essere costretto a subire comportamenti ingiusti da parte dei grandi acquirenti. Una filiera equa, trasparente e libera dallo sfruttamento è la condizione minima per costruire competitività e futuro».

L’assessore Alessio Mammi ha rimarcato la centralità delle regioni, in quanto «le nostre filiere agroalimentari devono poter competere sui mercati internazionali con regole chiare e strumenti adeguati: promozione, aggregazione e qualità sono la chiave per portare il valore del modello emiliano‑romagnolo nel mondo. Per questo la PAC post‑2027 deve rimanere saldamente a gestione regionale: solo così possiamo garantire interventi tempestivi, mirati e costruiti davvero sui bisogni dei territori e delle imprese».

Per l’europarlamentare Giuseppe Lupo è fondamentale che l’Europa, in un contesto internazionale sempre più complicato, rafforzi il proprio ruolo negli accordi commerciali e garantisca la sicurezza alimentare dei propri cittadini. «In questa prospettiva, è essenziale assicurare che nel prossimo Quadro Finanziario Pluriennale siano garantite risorse adeguate per il settore della pesca e dell’acquacoltura, evitando frammentazioni e riconoscendone il valore strategico per le comunità costiere. Allo stesso tempo, dobbiamo accompagnare queste filiere verso una sostenibilità ambientale, sociale ed economica coniugando tutela delle risorse marine e ambientali, competitività e lavoro».

A concludere l’iniziativa, l’intervento del presidente di Legacoop Emilia-Romagna Daniele Montroni, che ha rimarcato la necessità di investire nelle filiere, al fine di consentire alle cooperative del settore agroalimentare di attrezzarsi e strutturarsi per affrontare le sfide che stanno oltre ai mercati europei.

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