Ortofrutta, presidio davanti alla Prefettura di Bologna

Sì è tenuto il 25 ottobre scorso, davanti alla Prefettura di Bologna, un presidio promosso da Confagricoltura, Cia-Agricoltori italiani, Copagri, Confcooperative, Legacoop Agroalimentare e Agci regionali, a cui ha partecipato l’assessore regionale all’Agricoltura Alessio Mammi. Gelate fuori stagione, grandine e malattie delle piante stanno mettendo in ginocchio il settore ortofrutticolo. I  manifestanti hanno consegnato al prefetto le richieste per risollevare il settore dalla crisi, che coinvolge circa 20mila aziende agricole, 60mila occupati e un patrimonio di oltre 50mila ettari complessivi di frutteto.

Questo il documento:

RICHIESTE PER IL RILANCIO DEL SETTORE FRUTTICOLO
Il settore ortofrutticolo della Regione Emilia-Romagna ha subito in questi ultimi anni una serie di eventi straordinari che lo hanno profondamente colpito sia a livello produttivo che economico. Il settore, infatti, ha dovuto affrontare i danni generati da attacchi parassitari
rilevanti ed ancora in essere, ed eventi atmosferici eccezionali e ripetuti nel tempo. Le gelate verificatesi nel periodo compreso tra la metà di marzo e la prima decade dello scorso mese di aprile, rappresentano l’ennesimo evento catastrofale abbattutosi sui frutteti dell’Emilia Romagna negli ultimi anni. Cimice asiatica, Maculatura bruna, Valsa, colpo di fuoco batterico, le gelate della primavera 2020 e quelle della primavera 2021, hanno fortemente minato la tenuta delle imprese compromettendo il settore.
Tutto ciò ha posto e pone il settore e la sua intera filiera in una situazione di profonda crisi, che se non affrontata con interventi adeguati ed immediati, finirebbe per degenerare in una accelerazione della pratica dell’espianto dei frutteti, con pesanti conseguenze non solo sul
versante occupazionale (si ricorda che il settore della frutticoltura è la principale fonte di occupazione dei lavoratori agricoli), ma anche ambientale, sia come perdita di biodiversità e di tradizioni paesaggistiche, sia come perdita di fissazione di CO2.

A fronte della valenza economica, sociale e ambientale che il settore frutticolo possiede, non solo per la Regione Emilia-Romagna, ma per l’intero Paese, si chiede al Governo di aprire un confronto con le Parti per individuare le strategie ed i supporti necessari a salvaguardare e preservare questo importante settore produttivo del Paese. Le problematiche in essere richiedono, ad avviso delle scriventi Organizzazioni Agricole, iniziative da intraprendere sia nell’immediato, sia con una visione strategica di medio-lungo periodo.

Per quanto concerne l’immediato è necessario ed urgente:

  • Rifinanziare il Fondo di Solidarietà Nazionale (di cui alla legge 102/2004) attraverso un ulteriore stanziamento, in aggiunta ai 160 milioni già approvati dal DL Sostegni bis, all’interno della Legge di Stabilità 2021. Ciò consentirebbe la sopravvivenza di migliaia di imprese agricole duramente colpite da calamità durante l’anno in corso (in particolare le gelate della primavera scorsa).
  • Attivazione di un Fondo Mutualistico Nazionale obbligatorio per contrastare la perdita di reddito dovuta a calamità naturali e crisi di mercato.
  • Realizzazione di un modello efficace di protezione dal rischio climatico, promuovendo e favorendo l’accesso delle aziende agricole agli strumenti di gestione del rischio agendo, al fine di rendere meno costose le polizze, sui valori dei parametri oggi definiti dal Piano Nazionale per la gestione del rischio.
  • Modificare il D.lgs. 102/2004 per renderlo più adeguato alle esigenze dei produttori; in particolare occorre ipotizzare strumenti di sostegno maggiormente tempestivi e burocraticamente snelli. Prevedere la tempestiva proroga delle rate di credito per le aziende colpite da calamità. Introdurre strumenti di sostegno che assicurino la necessaria liquidità alle aziende nell’anno calamitato, mediante finanziamenti a tasso agevolato, anche bancari, garantiti da ISMEA o MCC, di durata decennale e congruo periodo di pre-ammortamento. Condizione sufficiente all’erogazione per le aziende richiedenti deve essere la situazione finanziaria in bonis delle stesse.
  • Rivedere la politica intrapresa sul fronte della difesa fitosanitaria. La progressiva riduzione dei principi attivi disponibili, non sostituiti da nuovi altrettanto validi strumenti di difesa, sta lasciando le imprese agricole inermi di fronte al diffondersi di nuovi parassiti, ma anche di fronte alla recrudescenza di parassitosi da tempo sotto controllo.

Per quanto concerne il medio periodo si ritiene necessario intervenire:

  • Programmando un credibile progetto di riconversione varietale, che consenta l’introduzione di specie e varietà frutticole di maggior interesse per il mercato e più resistenti agli effetti causati dai cambiamenti climatici. Accompagnato da un adeguato periodo di
    decontribuzione per il lavoro agricolo impiegato nell’attività dei campi e delle fasi di condizionamento e trasformazione, al fine di recuperare competitività nei confronti di altre zone di produzione comunitaria.
  • Rilanciando l’indispensabile collaborazione tra ricerca, ente pubblico e op/produttori.
  • Assicurando le risorse necessarie alle aziende per adottare le più corrette strategie di contrasto agli effetti dei cambiamenti climatici, anche promuovendo in tale senso la ricerca e l’innovazione, consentendo al settore della ricerca varietale l’utilizzo delle più moderne tecniche di ibridazione.
  • Assicurando una attenta programmazione produttiva, realizzata anche attraverso la costituzione del Catasto Frutticolo, utile per una migliore regolazione della domanda e dell’offerta.
  • Aumentando i controlli sui prodotti ortofrutticoli provenienti da Paesi extracomunitari, ottenuti con disciplinari produttivi e controlli meno stringenti rispetto a quelli europei.

Bologna, 25/10/2021

Scarica il documento Richieste per il rilancio del settore frutticolo

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