Il ricordo di Enzo Bertani del Presidente di Cantine Riunite & Civ Corrado Casoli

«Un uomo speciale, una persona concreta, sempre disponibile, di ampie vedute e aperto alle sfide. Particolarmente attento alle esigenze della cooperativa e dei propri soci ai quali ha regalato le sue qualità umane e professionali». Con queste parole Corrado Casoli, presidente del gruppo Riunite Civ, esprime il cordoglio per la prematura scomparsa di Enzo Bertani, uno dei più stretti collaboratori.

IL RICORDO
«L’avvocato Bertani – ricorda Casoli – entrò in Riunite nel 1984 all’ufficio personale, nel 1990 gli fu affidato l’ufficio legale e dal 2003 anche la direzione amministrativa e finanziaria del gruppo». Bertani, 63 anni, correggese, padre di 3 figli era noto per la grande passione e competenza che metteva nel suo lavoro abbinandola però a grandi doti di modestia.

«Nel gruppo Bertani – prosegue Casoli – per le sue doti, capacità, disponibilità e stima di cui godeva, è sempre stato un punto di riferimento per tutti: indipendentemente dal comparto dell’azienda. Per la sua formazione e per le sue competenze era in grado di dare risposte e risolvere problemi in modo rapido e concreto. Essendo anche socio produttore conosceva a fondo le esigenze ed i problemi dei produttori anche per il fatto che nel suo ruolo è sempre stato vicino ai produttori partecipando a tutte le assemblee dei soci sul territorio. Ne abbiamo fatte a centinaia. Per questo motivo era molto stimato da tutti i soci».

COMPETENZA E ORGOGLIO
La competenza acquisita nel settore della cooperazione vitivinicola è certamente unica e talmente vissuta in prima persona da portarlo a definire la cooperativa come “prolungamento dell’azienda del socio”. Bertani d’altro canto della cooperazione sapeva interpretare sia gli aspetti positivi che negativi soprattutto nel confronto con altri colossi del settore. Non a caso in una recente intervista in merito a una indagine sul settore vitivinicolo svolta dall’area studi di Mediobanca, che peraltro collocava il gruppo Riunite & Civ ai vertici della classifica nazionale, ha tenuto a sottolineare che «essere più agroalimentare e meno finanza può anche essere un aspetto positivo». Un suo particolare motivo di orgoglio non era tanto quello di essere «i primi della classe nell’export», cosa non certo di poco conto, ma soprattutto «di aver fatto politiche di bilancio volte a dare soddisfazione ai soci consolidando la cooperativa nel lungo periodo». Un fattore importante dal punto di vista umano ma che al tempo stesso, per la sua importanza, ha reso il gruppo in grado ci competere con altre aziende private del settore. «L’impresa cooperativa – per ricordare con una frase di Bertani la filosofia che ha sempre ispirato il suo modo di operare in Riunite & Civ, senza mai dimenticare lo scopo mutualistico di questa forma societaria – deve dare qualcosa in più rispetto ad una attività condotta in proprio da un privato».

INSTANCABILE
Bertani, dal periodo dell’acquisizione della Maschio, ha sempre fatto parte, anche come segretario del consiglio di amministrazione, del gruppo dirigente di Riunite & Civ (costituito da Cantine Riunite & Civ, il Gruppo Italiano Vini e sette controllate estere) e per questo è uno dei più importanti artefici della crescita del gruppo e del raggiungimento dei traguardi attuali. «La notte della conclusione dell’accordo per l’acquisizione di Maschio – ricorda Casoli – restò lui a Milano a definire gli ultimi dettagli di quello che per Riunite & Civ rappresentò poi il punto di svolta. Concordammo che poi si sarebbe fermato in albergo a riposare mentre invece, l’indomani, dopo aver passato alcune ore in stazione prese il treno delle 6, passò a salutare la sua adorata famiglia e si presentò puntuale al lavoro. Questo era Enzo Bertani».

(fonte: Gazzetta di Reggio)

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