Cambiare l’Italia Cooperando: l’Alleanza delle Cooperative ha presentato il proprio manifesto ai candidati alle elezioni politiche di Modena e Ferrara

Lavoro, innovazione, legalità, welfare e sostenibilità: sono queste le cinque direttrici su cui puntare per lo sviluppo del Paese secondo l’Alleanza delle Cooperative Italiane, che in occasione delle Elezioni ha prodotto un Manifesto politico per la costruzione di un futuro economico e sociale più equo e coeso. I contenuti del Manifesto “Cambiare l’Italia cooperando” sono stati illustrati dai coordinamenti modenese e ferrarese dell’Alleanza delle Cooperative Italiane in due incontri con i candidati e le imprese associate, a Modena il 21 febbraio e a Ferrara il 23 febbraio.

L’INCONTRO A MODENA

Per le forze politiche, a Modena hanno raccolto l’invito Michele Dell’Orco (M5s), Claudio De Vincenti (Pd), Benedetta Fiorini (Forza Italia) e Paolo Trande (LeU).

La presentazione dell’Alleanza delle Cooperative, nazionale e territoriale, è stata curata da Andrea Benini, portavoce del coordinamento modenese e Presidente Legacoop Estense, che ha messo in evidenza il ruolo, la longevità e la resilienza delle imprese cooperative, storico strumento economico e sociale di auto-organizzazione fra le persone per soddisfare i propri bisogni e quelli della Comunità. In provincia di Modena l’Alleanza delle Cooperative rappresenta 350 imprese, 400.00 soci e oltre 33.000 occupati, con una presenza femminile del 60%. Il valore della produzione si attesta a 6,5 miliardi di euro, pari al 16,9% del valore totale prodotto nella provincia.

Ai candidati presenti Benini ha chiesto un “atteggiamento cooperativo”, nel senso di andare oltre i pregiudizi, impegnarsi a conoscere le tante realtà cooperative presenti in regione, non dimenticare il territorio una volta eletti e inserire la cooperazione nei programmi. “Vi chiedo di collaborare nell’interesse comune – ha detto Benini – mettendo le persone al centro e prestando particolare attenzione alle generazioni future, a una più equa distribuzione della ricchezza, all’inclusione di chi è più in difficoltà e al benessere collettivo”. Da parte sua, e a nome dell’Alleanza delle cooperative, Benini ha garantito ai suoi interlocutori disponibilità al dialogo e al confronto continuo, imparzialità nell’interlocuzione istituzionale, superamento dei pregiudizi presenti anche all’interno del mondo cooperazione, e promozione dei valori che contraddistinguono l’impresa cooperativa, a partire dalla partecipazione. Partecipazione che si esprime anche andando a votare.

Sul tema del lavoro, sono emersi i dati preoccupanti rilevati da un’indagine Censis/Confcooperative presentata a fine 2017:  “Con la crisi sono saliti a 3,3 milioni i lavoratori nel sommerso in Italia – ha spiegato Carlo Piccinini, Presidente di Confcooperative Modena – mentre quelli sfruttati dalle false cooperative sono circa 100.000. Nel periodo 2012-2015 l’occupazione regolare si è ridotta del 2,1%, mentre l’occupazione irregolare è aumentata del 6,3%. Questo significa non solo mancanza di tutele, ma riduzione del salario medio (da 16 a 8 euro/ora), e un’evasione tributaria e contributiva quantificata in 107,7 miliardi di euro all’anno (periodo 2012-2014). Anche alla luce di queste evidenze, le richieste dell’Alleanza delle Cooperative italiane in materia di lavoro mirano allo sviluppo non solo di maggiore occupazione, ma di una “buona occupazione”: chiediamo la riduzione del carico fiscale sul lavoro dipendente, una maggiore partecipazione dei lavoratori nelle imprese, esenzione e incentivi per le aziende salvate dai lavoratori – quel fenomeno dei workers buyout che tanti posti di lavoro ha salvato negli ultimi anni – e la promozione di una cultura del lavoro che favorisca il protagonismo di genere e delle giovani generazioni.”

L’INCONTRO A FERRARA

A Ferrara, hanno partecipato Vittorio Ferraresi (M5s), Dario Franceschini (Pd), Cristina Coletti e Paola Peruffo (Forza Italia), Maura Tomasi (Lega Nord), Irene Bregola (LeU), Federico Messina (Partito Repubblicano – ALA), Deanna Marescotti (Insieme), Francesco Fersini (Civica Popolare).

La presentazione dell’Alleanza delle Cooperative è stata curata da Nicola Folletti, portavoce del coordinamento ferrarese, che rappresenta circa 200 imprese, 160.000 soci e oltre 12.000 occupati, con una presenza femminile del 59%.

Folletti ha illustrato il tema della legalità, principale presupposto dell’attività economica e della convivenza civile. “L’illegalità altera la concorrenza, danneggia l’economia, mortifica le persone. Le false cooperative – e le imprese irresponsabili che le utilizzano e le creano – sono il primo nemico delle cooperative vere. Ed è per questo che chiediamo più impegno per l’approvazione della legge di iniziativa popolare sostenuta da oltre 100.000 firmatari e una maggiore attenzione alla responsabilità solidale dei committenti, che appaltano al ribasso”. Un obiettivo su cui tutti i candidati hanno promesso il proprio impegno, per arrivare nel più breve tempo possibile all’approvazione del testo di legge.

Andrea Benini è intervenuto sul tema del lavoro, evidenziando che “al crescere del fatturato, generalmente le cooperative tendono ad aumentare l’occupazione, che all’89% è con contratti a tempo indeterminato, anziché il profitto. Le cooperative non delocalizzano perché restano dove sono i soci. Chiediamo a tutti maggiore impegno nel contrastare la concorrenza sleale di chi non applica i contratti di lavoro”. Sul tema del welfare si è sottolineato l’importanza di uno stato sociale che deve continuare ad essere universalistico, equo ed accessibile e in cui le cooperative possono svolgere un ruolo di primo piano, gestendo i servizi dove il pubblico si dimostra meno efficiente. Per contrastare la povertà, si richiede inoltre di finanziare misure di sostegno al reddito che siano uniformi sul territorio, abbandonando la logica assistenziale.

Sui temi della sostenibilità e dell’innovazione, è stato del Presidente di Confcooperative Ferrara Roberto Crosara: “le nostre richieste sono per la diffusione dell’economia circolare, incentivi per le imprese attente ad attuare piani di sostenibilità, misure per incentivare la lotta agli sprechi, promozione delle cooperative di comunità quale strumento di inclusione e responsabilizzazione per i cittadini e i territori”.

L’innovazione, infine, guarda verso le cooperative tra professionisti e le imprese culturali: “si chiede di superare gli impedimenti in ambito fiscale e previdenziale che ancora ostacolano la piena realizzazione di cooperative tra professionisti, il pieno riconoscimento della funzione sociale dell’impresa culturale, l’applicazione della normativa già esistente che consente forme innovative di gestione pubblico-privato in ambito culturale”.

 

 

 

 

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